Phornostar me lo ha fatto scoprire Chiara e già questo dovrebbe bastarvi come referenza perché Chiara è quell’amica con un buon orientamento gastronomico e con cui mi piace provare cose con leggerezza. Ci eravamo ripromesse di concederci una colazione lenta, senza fretta, con tutto il tempo per aggiornarci sulle ultime novità. Lei conosceva già il posto. Io mi sono fidata, e ho fatto benissimo. 

Rosario, i baffoni e la vetrina dei sogni

Chiara e i suoi genitori sono clienti fissi, saluta per nome il proprietario, Rosario, panificatore e pasticcere, quello con i baffoni che campeggiano anche nel logo del locale. Quando siamo entrate ci ha accolte lui in persona, con quel sorriso caloroso che mette subito a proprio agio.

Davanti a noi, una vetrina piena di brioche di ogni tipo e per ogni gusto: oan suisse, oain au chocolat, veneziane, pangoccioli e anche qualche proposta salata. E, novità del giorno, un cinnamon roll con glassa all’arancia che ci aspettava come se lo avessero fatto apposta per noi.

Cosa abbiamo assaggiato

Abbiamo preso la situazione in mano senza esitazioni.

Il pain au chocolat (3€) era fragrante, profumato, con quella sfogliatura che fa rumore quando ci mordi dentro — semplicemente delizioso. La Veneziana (3€) sofficissima, con una crema pasticcera leggera e non stucchevole, di quelle che ti fanno pensare che la semplicità, quando è fatta bene, basta e avanza.

Ma è stato il cinnamon roll (4€) a conquistarmi del tutto. La glassa all’arancia dava un twist inaspettato all’abbinamento con la cannella — quella nota agrumata che bilancia, che spezza, che fa sì che tu ne voglia ancora un altro morso anche quando hai già finito.

Io, avendo preso una lattasi per l’occasione, mi sono buttata sul burro a peso morto. Per chi invece vuole evitarlo, c’è il pan gocciolo e il latte di soia.

Il pane del sabato (aka il motivo per cui tornarci ogni settimana)

Phornostar sforna anche un pane del sabato che cambia ogni settimana, e già questo basterebbe come motivo per farne un appuntamento fisso. Il nostro era con uvetta e noci: una delizia. Se poi ci abbini ricotta e marmellata, be’, a quel punto la colazione della domenica mattina è sistemata e non si discute.

Ne abbiamo preso un pezzo da portare a casa. 

Un posto per tutti, e si vede

L’ambiente è esattamente quello che ti aspetti da una panetteria, niente fronzoli, niente pose ma con un’energia particolare. Ci trovi giovani, studenti, stranieri: gente che ha trovato in Phornostar un punto di riferimento, un posto dove stare bene senza dover spiegare perché. Quel tipo di accoglienza che non si costruisce, si guadagna.

E i prezzi? Totalmente in linea con quello che ti viene messo nel piatto o nel sacchetto, dipende. Qualità artigianale vera, senza il conto che ti fa rivalutare le tue scelte.

La panetteria di quartiere, ma meglio

Il bello di Phornostar è esattamente questo: è la panetteria di quartiere, quella dove entri, fai quattro chiacchiere, compri il pane, ma è anche il posto in cui fermarsi a fare colazione o merenda con prodotti di altissima qualità. Le farine sono naturali, la produzione sostenibile, e si sente.

Non è un posto che si dà arie. È un posto che fa le cose bene e lo sa e questa, alla fine, è la forma di accoglienza più sincera che esista.

Info utili

Phornostar – Cornetteria Artigianale
Corso Principe Eugenio 17, Torino

Orari:

Martedì/Sabato 8,00/16,00

Domenica 8,00/12,00

Lunedì chiuso
Instagram: @phornostar

Abbiamo preso da condividere: un pain au chocolat, una  Veneziana, un cinnamon roll e due cappuccini (uno di soia) e abbiamo speso 14 euro

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